Costituzione, questa sconosciuta

I comitati per il No e gli attivisti per il Si, più che spiegare quali cambiamenti porterà nella vita di tutti i giorni di noi cittadini italiani la modifica alla Costituzione, sono molto impegnati a ripassare gli ultimi settant’anni di storia repubblicana. E lo fanno con zelo, per poter impartire ogni volta un pezzo di lezione, a metà strada tra il Diritto costituzionale e la Storia dei partiti politici. Lo hanno fatto anche due esperti della materia come il professor Gustavo Zagrebelsky e Luciano Violante, chiamati a un confronto sul palco della Festa dell’Unità di Torino. Risultato del faccia-a-faccia?

Pochi contenuti, qualche contestazione e tanto (troppo) mestiere (l’ho scritto qui). Alla fine ha avuto ragione quella ragazza che dalla platea ha gridato “professore, i contenuti!”, interrompendo un piccatissimo Zagrebelsky che, a onor di verità, aveva iniziato il suo intervento con troppi preamboli prendendola -come si usa dire- “alla larga”. Ma neanche il richiamo seguito da applauso ha sortito effetti. Per due ore buone il ragionamento è andato avanti su questioni generali, dalla rifondazione interna dei partiti alle mancate maggioranze che hanno fatto cadere il governo Prodi, fino alla “democrazia decidente e non solo più rappresentante” contrapposta alla”difesa dell’autonomia e della sovranità”. L’unica novità, la notizia che ha fatto sobbalzare sulle sedie, è stata la frase “io mi iscriverei a un comitato dei non renziani per il Si” pronunciata da Violante. La riforma costituzionale? Quasi non pervenuta, eccezion fatta per il futuro prossimo dei senatori e di Palazzo Madama…

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