Tutti in bottega

Faruku e Ibrahim vivono a Torino e hanno poco più di vent’anni. Per loro il 18 aprile non è stato un giorno come un altro. Accanto alla data, sul calendario, c’era scritto “apertura”, primo giorno di lavoro nella SartoCicleria di Madonna di Campagna, la loro attività imprenditoriale in proprio. Un’attività originale e unica al mondo, che nello stesso negozio di via Verolongo 115 mette insieme la bottega di un sarto e l’officina di un ciclista.

Faruku e Ibrahim sono originari del Ghana e come tanti ragazzi africani sono arrivati in Italia dalla Libia su un gommone, in fuga nei giorni di guerra civile dopo la caduta del regime di Gheddafi. Prima il Mediterraneo e lo sbarco a Lampedusa, poi il viaggio fino a Torino. Qui, finita la prima accoglienza in carico alla Croce Rossa, hanno incontrato Roberto, presidente dell’associazione Nicolle e Yves Husson. A tutti e due piace giocare a pallone e così sono entrati nel progetto Survivor, che punta all’integrazione sociale e professionale attraverso l’attività sportiva, il gioco del calcio e una squadra che milita nel campionato provinciale Uisp.

In Ghana Faruku già riparava biciclette e motorini, Ibrahim frequentava la scuola professionale per sarti. A Torino hanno avuto modo di completare la loro preparazione e specializzarsi. Per Ibrahim è arrivata anche la chiamata di una vera squadra di calcio, il Casale allenato da Ezio Rossi.

L’idea della SartoCicleria è diventata realtà grazie al progetto Non Solo Asilo, finanziato dalla Compagnia di Sanpaolo e accompagnato nella sua realizzazione dalla Cooperativa Orso. La bottega-officina di via Verolengo è stata messa a disposizione dall’ATC. Due gli obiettivi così raggiunti: offrire un’opportunità lavorativa a una nuova impresa e riaprire un locale commerciale chiuso ormai da tre anni.

La SartoCicleria è un esempio di come si possa fare (buona) accoglienza di secondo livello, con le idee e la volontà, andando oltre il pericolo della dispersione che molte volte si crea quando terminano i progetti di prima accoglienza : «un buco nero che letteralmente inghiotte e fa scomparire molti dei migranti e dei rifugiati che arrivano nel nostro Paese» spiega Roberto Arena presidente dell’associazione Husson.

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