Laboratorio Alcatraz

Avete presente Alcatraz? No, non la prigione sull’isola della baia di San Francisco ma l’associazione-laboratorio di Jacopo Fo sulle colline di Gubbio. Già un quarto di secolo fa emanava lampi di ecologismo e sperimentava prove tecniche di decrescita felice. Erano gli inizi dei ruggenti anni Novanta, ruggenti almeno per me che di anni ne avevo appena 14 e d’estate lasciavo casa parenti e amici per le prime vere vacanze da solo. O quasi. Alcatraz era una delle mete dei soggiorni estivi convenzionati con il centro ricreativo del Comune di Torino e io, figlio di una dipendente comunale, potevo aggregarmi alla truppa di ragazzi in partenza per le verdi colline dell’Umbria. Nel 1991 e nel 1992 Alcatraz era decisimanente un posto fuori dal mondo. E proprio per questo molto ambito. Per arrivarci non bastava il treno. Ci voleva anche il pullmann e un gran bel pezzo di strada polverosa tra i boschi. Ma una volta arrivati vedevi solo colline, ulivi e sentieri. E cavalli, i più bei quadrupedi del regno animale. Lungo i sentieri poi c’erano piccole case prefabbricate, non troppo distanti le une dalle altre ma abbastanza per darti l’impressione di vivere isolato in mezzo alla natura. Ad Alcatraz non arrivavano i cavi dell’alta tensione e l’energia elettrica era fai-da-te. Non c’era l’acquedotto municipale, l’acqua era di sorgente. Però ai piedi di una collina c’era la piscina: che si autoalimentava da un torrente vicino e allo stesso torrente restituiva l’acqua che poco prima era entrata nella vasca. Non era insolito veder nuotare in piscina minuscoli pesci o camminare sul fondo piccoli granchi. La sera, una volta tramontato il sole, si stava volentieri al buio. Insomma, si faceva a meno del superfluo senza però farsi mancare le cose importanti.

Adesso ad Alcatraz arriva EcoFuturo. Un festival aperto a tutti, purché tutti siano disposti a condividere e discutere idee originali e possibilmente realizzabili per ridurre l’impatto sull’ambiente generato dai comportamenti della nostra vita quotidiana. Il nostro Paese -hanno detto gli organizzatori- ha risorse straordinarie ma fino ad oggi si sono infrante (miseramente aggiungo io) contro le incertezze di un ecologismo debole e frammentato. Io ad Alcatraz ci sono stato. E magari ci torno.

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